Autocoscienza webcam girl
Martedì, 21 ottobre 2008
A 25 anni, Helen è la più celebre tra le camgirls italiane. Un anno fa ha pubblicato per Mursia il libro Diario di una webcam girl. Oggi ha deciso di farsi vedere anche in viso, per il piacere di essere riconosciuta e senza il timore di essere additata.
La sua storia: un padre che abbandona la famiglia, una madre più manesca del dovuto, lei che vive da sola subito dopo il diploma. Poi i contratti part-time come commessa e alla fine la svolta: spogliarsi a pagamento davanti alla webcam. Sono passati quattro anni ed Helen non ha ancora smesso. «Unisco l’utile al dilettevole. Come ogni donna, amo essere corteggiata. E poi bastano cinque ore al giorno, dalle 17 in poi, per racimolare almeno 1000 euro al mese».
Quanti “spettatori” hai?
«Una ventina di fedelissimi. Qualche
migliaio da “una volta e via”. Non male per una che
nella vita reale ha
fatto sesso con cinque uomini in tutto».
Per che cosa ti pagano?
«Il 50% vuole chattare, il 20% chatta
e si tocca senza farsi vedere, il 30% vuole esibire la propria
virilità. Una categoria a parte i vip, che muoiono dalla
voglia di
farsi riconoscere e regalano numeri di cellulare, foto intime,
particolari hard sulle celebrità».
Ti senti giudicata dalle persone che sanno cosa fai?
«Nessuno
ha avuto il coraggio di criticarmi. Il mio ragazzo non è
geloso e vede
che quando spengo il pc sono quella di prima, magari un po'
più
disinibita».
A una madre preoccupata cosa diresti?
«Essere una camgirl non
è un delitto. Anche se vostra figlia si mette un perizoma,
poi torna in
tuta da ginnastica. E comunque si toccherebbe ugualmente, con o senza
webcam».
Quando sei sola, senza computer, senza fidanzato, chi sei
davvero?
«Una tra tante, non un’aliena. Ma cerco di stare da
sola il meno possibile e non sto troppo a meditare sulle
cose».
Come ti vedi tra cinque anni?
«Ancora con il mio fidanzato.
Forse sposati. Con un bimbo. Se tutto va come dico io, farò
la
scrittrice e andrò all’università:
magari psicologia»






