| Elenoire, studentessa, si esibisce su Internet per denaro. "Mi spoglio e faccio sesso col fidanzato: che male c’è?" | |
Benvenuti nell’era del porno 2.0. Dove a dettare le regole non sono più i manager alla Riccardo Schicchi, ma gli utenti: da una parte i guardoni online, che secondo le stime più diffuse in Italia sono circa 250 mila, dall’altra le «signorine webcam» che si spogliano, si toccano, video-chattano o fanno sesso davanti a una videocamera collegata a Internet. Un fenomeno che coinvolge 75 mila studentesse universitarie italiane che usano in vario modo il proprio corpo per lavorare (ma soltanto il 3 per cento sono vere prostitute). «Non abbiamo la tivù, la sera quando siamo a casa ci colleghiamo col personal computer a Internet in video-chat, è molto più stimolante, vuoi mettere?» racconta cristallina Elenoire20. «Funziona così: c’è una chat pubblica di gruppo gratuita dove si familiarizza, poi il cliente può passare a quelle più personali e chiedere un incontro online in privato a pagamento». Per partecipare bisogna sapere l’inglese e spesso anche il francese, perchè i clienti possono venire da tutto il mondo. «Di giorno studio, faccio la disegnatrice di urbanistica con l’AutoCad - racconta - ma mica sono bigotta». Prima, per mantenersi, ha passato in rassegna ogni genere di call center. «Ci tocca arrangiarci per campare e allora mi sono detta: perchè non trovare un’attività che mi diverte?». Helen (sexy-helen-cam.com), 24 anni, autrice del libro-confessione «Diario di una webcam girl» (Mursia editore), ha incontrato centinaia di uomini affamati di sesso che si sono piazzati davanti a una telecamerina con le manette ai polsi. Qualcuno ne ha anche perso le chiavi. Tra le scene più ilari - ma anche allarmanti - del suo racconto, quella del padre pizzicato sul più bello dai figli. Così, mentre lei in un mese guadagnava 1200 euro, dall’altra parte c’era chi - pagando tre euro al minuto - rimaneva letteralmente in mutande. |
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